Intervista esclusiva a Roberto Levi, nuovo presidente ARGI

a cura della Redazione    //    11/07/2014

La forza di un tessuto industriale non si misura unicamente dal livello d’innovazione, capacità produttiva o espressione tecnologica che questo è in grado di generare, ma anche dalla capacità di creare le giuste sinergie tra i singoli individui e le aziende che in esso vi operano.

Un network di imprese e operatori trae beneficio dalla capacità di esprimere la propria forza attraverso chiari intenti di sviluppo e opportunità di business sostenibili verso una clientela in costante mutazione. È sulla base di questi presupposti che il mercato delle arti grafiche nazionale ha dato il benvenuto nei primi mesi del 2014 al nuovo Presidente Associazione Rappresentanti Grafici Italia, Roberto Levi (già Ceo di PrintGraph).

A Roberto spetta il non semplice compito di guidare ARGI dal 2014 verso il 2017 guardando con lungimiranza e propositività al futuro del settore grafico nel bel mezzo della recessione in cui versa il sistema Italia. Non è infatti un caso che in parallelo con la nomina di Roberto, sia coincisa la presentazione del nuovo Manifesto Etico Argi, finalizzato al ripristino di un modello comportamentale condiviso e corretto eticamente nell’approccio verso il mercato da parte di tutte le aziende associate. Un Manifesto Etico che verrà affiancato nel tempo da un importante progetto, definito “Centrale Rischi” e finalizzato alla crezione di un data base condiviso tra gli associati capace di monitorare il mercato e arginare il rischio di speculazioni e attività “non serie” che minano le fondamenta del settore da tempo. Di questo e non solo abbiamo parlato con un disponibile e schietto Roberto Levi, Presidente ARGI, a cui diamo il nostro benvenuto!

roberto levi

Quali primi impegni avete assunto in forza come Presidente ARGI?
"Prima di tutto vorrei ringraziare il Presidente Crotti che ha chiuso il periodo della sua carica con un record di ben 34 associati. Il primo impegno che andremo a svolgere sarà fissato per il giorno 16 settembre con il primo Convegno dell’Etica, dove verranno raggruppate tutte le filiere del mondo della stampa per attivare e discutere come far cambiare il nostro mercato per dare un futuro più roseo al nostro settore".

Che messaggio lancia ARGI all’industria grafica attraverso il nuovo Manifesto focalizzato al recupero dell’etica di relazione e business?
"Il messaggio dell’Etica, come voi sapete, in questi ultimi tempi sta diventando un argomento che tutte le aziende percepiscono come priorità. Il momento sta cambiando radicalmente in questi ultimi anni e il nostro gruppo vuole essere attore e non spettatore principale per il cambiamento che tutti si aspettano. Il mercato a sua volta ha reagito molto bene, perché anche la filiera di tutto il settore necessita una trasparenza ed un’etica comportamentale più che corretta. I tempi sono cambiati e di conseguenza anche noi dobbiamo spingerci definitivamente al ridimensionamento. Credo che tutte le aziende serie che sempre si sono contraddistinte in capacità, innovazione e correttezza abbiano la necessità e l’obbligo di avere regole comportamentali. Anche la Francia è stata la prima nel lontano 2010 ad attuare, con eccellenti risultati, il Manifesto. Noi non vogliamo essere da meno, ma in futuro addirittura essere un faro per altri mercati con idee innovative, convegni e iniziative".

Quanto è importante per ARGI monitorare il mercato grafico italiano attraverso una “Centrale Rischi” tra fornitori?
"Monitorare non è importante solo per gli Associati ARGI, bensì per tutta la filiera, questo sistema ci auguriamo sconfiggerà definitivamente tutte le aziende che speculano e in modo “non serio” boicottano e distruggono il  nostro settore a sfavore di aziende serie che fanno la loro virtù nel lavoro di tutti i giorni".

In periodo di crisi e recessione, quanto è importante per il successo delle imprese italiane il ritorno all’investimento sulla formazione del personale? Quali sono gli impegni di ARGI in favore di operatori e tecnici e lo sviluppo di competenze specialistiche o trasversali?
"Proprio a questa domanda Le confermo che la presa di posizione di ARGI è di cambiare con il tempo la nostra cultura partendo innanzitutto dalle scuole, dai docenti, collaborando con tutta la forza attraverso corsi di formazioni, borse di studio per i migliori alunni, prodotti consumabili in omaggio per ogni singola scuole ed altre attività a sostegno".

Il mercato dell’industria grafica, dal punto di vista ARGI, è “più in crisi” perché non compra nuove attrezzature o perché non stampa?
"Il mercato sta continuamente cambiando e la stampa sta subendo una metamorfosi, sta a noi capire in che direzione sta andando cercando sempre di seguire l’andamento, ma sono certo che ci siano sempre delle opportunità, ogni singolo individuo dovrebbe performare al meglio per permettere al gruppo di unirsi e produrre risultati positivi".

Crede che un Imprenditore, in carica come Presidente, possa dare maggiori stimoli ad una Associazione di livello come ARGI?
"Innanzitutto il fatto che abbiano votato un imprenditore, tra l’altro di medie dimensioni, mi lusinga tantissimo. Ho molto rispetto per tutti quelli che hanno creduto in me e farò di tutto per non tradire le loro aspettative. Credo inoltre che dopo anni di globalizzazione esasperata, l’elezione di un imprenditore sia un premio a quel tessuto imprenditoriale italiano che è stato l’artefice della crescita economica e ne è tuttora il tessuto connettivo".

Per maggiori informazioni: Argi 

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