Metallico, bianco, spot e vernice: wide e flat si esaltano

a cura della Redazione    //    23/09/2013

Le applicazioni di grande formato, che siano realizzate su materiali rigidi o flessibili, non sono mai abbastanza “belle” per i clienti. Non sempre basta aver utilizzato materiali eco-compatibili, riciclabili, seguito una profilazione accuratissima e una risoluzione ottimale, per strappare un sorriso al cliente. A volte, per soddisfare la domanda, servono quegli “effetti speciali” che possono fare la differenza, offrendoli a un costo sostenibile su richiesta specifica, consigliandoli, oppure, includendoli già nel prezzo del prodotto finito.

Ci riferiamo ovviamente agli inchiostri speciali che vanno dal metallico alla vernice, dalla tinta bianca ai colori spot e fluorescenti, appositamente creati per: consentire la nobilitazione, l’estensione cromatica del gamut, oppure, nuove opportunità e la differenziazione dell’offerta di stampati inkjet. L’italiana Durst, lo ricorderete, fu la prima a lanciare l’inchiostro Uv-curable bianco coprente e inaugurando una nuova era per la stampa digitale. Il bianco divenne (subito!) la carta vincente per le applicazioni su rigido…

HP Scitex FB7600

Nel corso dell’evoluzione del roll-to-roll e del flatbed, i produttori asiatici hanno mostrato tinte fluorescenti e metalliche per plotter base solvente ed eco-solvente, quindi venne il momento del bianco coprente e parallelamente la corsa al plotter con anche più di una decina di cartucce d’inchiostro differenti, alla ricerca del gamut cromatico più esteso possibile. Una sintesi estrema ma che vede oggi quasi tutti i player in ambito wide format e flatbed offrire macchine con tinte light, dotate d’inchiostro bianco, l’opzione del metallico, mentre, principalmente in ambito fotografico e fine art sono “indispensabili” i 12 colori comprensivi di tre grigi differenti…

La vernice o la tinta trasparente sono consolidate in ambito flatbed, anche a fronte di una sempre migliore formulazione dell’inchiostro che permette anche effetti tattili e rilievografici unici e in passato realizzabili solo in serigrafia.

Fujifilm Acuity 1600 Led

A questo proposito, alcuni player hanno già sviluppato tecniche di polimierizzazione dell’inchiostro Uv che potrebbero rendere (in alcuni casi) superflua l’applicazione della vernice stessa ma simulandone, quindi, l’effetto. Di Fespa, in Fespa, il “fluo” è sotto i riflettori dello stand Seiko che, con i suoi Colorpainter, cattura sempre l’attenzione del serigrafo più nostalgico o dello stampatore digitale in cerca di quell’effetto che solo l’inchiostro “fluo” può dare!

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